Prime Esperienze
💥 DAMMI UNA NOTTE – Il delirio carnale
Angel1965
01.08.2025 |
643 |
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"Ma lei lo spinse giù, si chinò e se lo succhiò anche così, ancora sporco di figa e di sé..."
Il delirio carnale di Angelo & Sarah⸻
PROLOGO – Prima di tutto
Era bastata una frase.
«Stanotte fammi tua. Ma tutta, Angelo.»
E da lì, il resto era stato fame.
Lui sapeva già cosa voleva da Sarah: le sue gambe spalancate sul letto, il suo culo tremante sotto di lui, la bocca piena del suo cazzo.
Lei sapeva cosa voleva da lui: essere presa, godere, tremare, essere svuotata e poi riempita di nuovo.
Non era solo sesso.
Era possesso.
Era danza.
Era sporco, sì. Ma vero.
Angelo glielo sussurrava all’orecchio, mentre la baciava dietro la nuca e le infilava due dita nella figa:
«Tu sei mia. Questa figa è mia. Questo culo è mio. Questa bocca la voglio piena ogni notte.»
E Sarah gemeva, lo graffiava, si apriva.
Lo voleva dappertutto.
Nella carne. Nella mente. Nel cuore.
Nello stomaco.
Perché quella notte non era una qualsiasi.
Era la loro.
E avrebbe avuto l’odore della sborra e il sapore del vero.
⸻
ATTO I – Il primo possesso
Sarah era sul divano, gambe aperte, la camicia sbottonata appena. Niente reggiseno. Niente mutandine. Solo pelle liscia e voglia pura.
Angelo era in piedi davanti a lei, il cazzo già duro, sfilandosi lentamente i jeans. Gli occhi puntati su quella figa umida che lo invitava.
«Lo vuoi?» chiese.
Sarah si morse il labbro. «Lo voglio in bocca.»
Si inginocchiò, lo prese tra le mani, lo sfiorò prima con la lingua, poi lo succhiò tutto. Profondo. Caldo. Decisa.
Angelo gemette piano. «Così… puttanella mia… succhialo tutto…»
Lei lo guardava dal basso, occhi lucidi, labbra schiuse. Si stava bagnando ancora.
Quando lui la sollevò e la fece voltare, Sarah si piegò sul divano. Il culo perfetto, pronto.
«Scopami forte.»
«Dove?»
«Figa. Poi culo. Poi ovunque.»
La penetrò in un colpo solo. La sua figa lo accolse bagnata e affamata. Il suono delle spinte era sporco, carnale, il ritmo aumentava, la presa sui fianchi diventava più forte. Sarah gemeva, rideva, godeva.
«Sto venendo…» disse lei.
«Ancora no.» rispose lui, sfilando il cazzo e spingendolo piano nel suo culo.
Lei gridò. Di piacere. Di brama.
«Sì… scopami il culo… così… spingi forte… fammelo sentire dentro…»
Angelo la montò senza pietà. Le infilò due dita nella figa mentre scopava quel culo stretto e caldo.
Sarah si piegò ancora, le gambe che tremavano.
«Vieni, troia mia… vieni tutta mentre ti scopo il culo…»
E venne. Urlando. Con la figa che le esplodeva in un’onda calda. Angelo la prese per i capelli e la fece inginocchiare.
«Apri la bocca.»
Lei obbedì. Lingua fuori. Occhi sul suo cazzo che pulsava.
«Riempimi…» sussurrò.
E lui venne. Con uno scatto, gli occhi chiusi, sborra calda sulla sua lingua, sulle labbra, un filo che colava dal mento.
Sarah lo raccolse con le dita e se lo leccò.
«Così si fa l’amore,» disse, ansimando.
⸻
ATTO II – Il secondo round
Non si erano addormentati.
Solo fermati.
Sarah era ancora stesa sul letto, le cosce aperte, la pelle calda e lucida.
Angelo le baciava l’interno delle cosce. Lentamente.
Poi risaliva. E la prendeva di nuovo.
Le leccò la figa finché non urlò. La succhiò come se fosse acqua nel deserto.
«Ti prego…» gemeva lei.
«Di più?»
«Ancora.»
Angelo si sdraiò sotto di lei.
Sarah si mise sopra. Si infilò il suo cazzo da sola. Lentamente. Poi iniziò a muoversi.
Su e giù.
Forte.
Il culo che sbatteva. Il suo sguardo sporco. Le mani sui seni.
«Mi sto facendo scopare dal mio uomo. E mi piace da morire.»
Quando Angelo la fece girare, la scopò di lato. Un braccio sotto il collo, l’altro a stringerle il seno.
Il cazzo dentro la figa. Poi nel culo. Poi di nuovo nella figa.
Sarah veniva di nuovo.
Senza controllo.
Spruzzava.
Sì, spruzzava.
«Sto squirtando cazzo! Sììì cazzo Angelo!»
Lui la baciò sulla bocca. Le infilò le dita in gola mentre le veniva sulla pancia.
Ma lei lo spinse giù, si chinò e se lo succhiò anche così, ancora sporco di figa e di sé.
«Non hai idea di quanto ti voglio… anche rovinato… anche stanco.»
Angelo la tirò su per i capelli, la fece inginocchiare sul tappeto.
E la prese ancora.
Con rabbia.
Con amore.
Con fame.
Finché non vennero di nuovo. Insieme.
Lei sulla sua bocca.
Lui dentro il suo culo.
⸻
FINALE – Dopo di noi
La stanza odorava di loro.
Di sudore, di piacere, di liquidi mischiati.
Sarah era distesa a pancia in giù, con le gambe ancora aperte. Il suo culo mostrava i segni delle mani di Angelo. La figa era gonfia, lucida, colante.
Un rivolo di sborra le colava lentamente lungo la coscia.
Angelo la guardava da dietro, in ginocchio. Il cazzo ancora mezzo duro. Le accarezzò il fondoschiena, poi le infilò un dito nel culo, lentamente.
Sarah sospirò, quasi un sorriso.
«Ancora?»
«Solo per ricordarti che sei mia.»
«Come se potessi dimenticarlo.»
Si voltò, lo tirò a sé, lo baciò, si passò la lingua sulle labbra.
«Mi piace sentire il tuo sapore nella mia bocca. E dentro.»
Poi si prese il cazzo tra le mani e lo leccò piano.
Solo per coccolarlo.
Solo per tenerlo vivo.
Solo perché il giorno dopo… voleva ricominciare da lì.
«Sei la mia rovina, Sarah.»
«No, Angelo. Io sono la tua droga.»
E si addormentarono così.
Nudi. Sporchi. Felici.
Come chi ha scopato davvero.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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